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Headhunter: una professione fatta di valori e tecnologia

24 February, 2021    |     Team Reverse

Se il termine “cacciatore di teste” in passato poteva essere circondato da un alone di mistero, richiamando alla mente una figura che trama nell’ombra tessendo relazioni tra manager inavvicinabili, oggi invece l’Headhunter è un professionista smart, digitale, aggiornato e interessante. Conosciamolo meglio.

 

1. Chi è l'Headhunter oggi

I professionisti che ricoprono questo ruolo hanno background molto diversi tra loro. E’ recente infatti il proliferare di corsi e master specifici, soprattutto post lauream. Chi è Headhunter già da qualche tempo viene in molti casi da percorsi umanistici, a cui si affiancano figure che hanno abbandonato l’esperienza sul field per avvicinarsi al mondo della ricerca e selezione nella Industry in cui hanno esperienza. 

Lo stravolgimento del mondo del lavoro che stiamo vivendo sta contribuendo ad arricchire ancor di più l’universo dell’headhunting: ormai è comune trovare consulenti esperti di nuove tecnologie, di data analysis, di privacy e di molte altre nuove aree di interesse.

Inoltre, come vedremo più avanti nell’articolo, sono molti i giovanissimi che si stanno avvicinando a questa professione, attratti dalla commistione tra digitale e relazione umana.

Nel complesso l’Headhunter è sempre di più una figura con cui le aziende e i candidati hanno piacere di confrontarsi, certi di trovare un interlocutore di valore.

Come si è sviluppata negli anni questa professione?

 

2. Anche in questo caso, è merito della digitalizzazione


Come primo driver del cambiamento troviamo anche in questo caso, come in molti aspetti di business, la digitalizzazione che ha portato e sta portando una ventata di innovazione. Innovazione che viene presa con entusiasmo da chi lavora con approccio agile e con meno energia da chi ancora si aggrappa a vecchi modelli. 

Ecco quindi una prima caratteristica dell’Headhunter di oggi: è una figura altamente digitalizzata e che ama l‘innovazione, è un trend setter e non un follower, apprezza il cambiamento senza temerlo.

L’Headhunter infatti utilizza molta tecnologia e molti software, ma attenzione: l’Headhunter non deve mai subire la tecnologia, non deve farsene sopraffare. Muovendoci in un ambito delicato come le Risorse Umane dobbiamo essere utilizzatori esperti del digitale per poter capire quando farne uso e quando invece lasciare spazio all’apporto umano. Torneremo su questo punto più avanti.

 

3. Nuove figure strategiche reclamano l'attenzione dell'Headhunter

Un secondo aspetto che ha trasformato profondamente questa professione è il fatto che oggi opera anche per la ricerca e selezione di Middle Manager e non più solo di Executive. A cosa è dovuto questo passaggio? Principalmente all’evoluzione del mercato del lavoro a cui stiamo assistendo. Negli scorsi decenni per selezionare un C-Level erano necessarie le attenzioni e l’intermediazione di un Headhunter mentre per i livelli inferiori era sufficiente l’intervento del reparto HR col supporto di recruiter esterni: queste figure infatti erano perfettamente in grado di comprendere le dinamiche e parlare la stessa lingua delle figure di Middle Management. Oggi lo scenario è completamente diverso: i profili con 8/10 anni di esperienza sono tanto strategici quanto difficili da ingaggiare. Capiamo meglio.

  • Middle Manager, portatori sani di innovazione:  sono considerate figure strategiche perché è grazie a loro se l’innovazione e il cambiamento vengono trasmessi correttamente dalla dirigenza ai team operativi. Anche le aziende più virtuose e con management illuminato devono fare i conti con la resistenza al cambiamento che può serpeggiare tra le scrivanie. Collaboratori con qualche anno in più all’anagrafe o giovani ancorati ai primi insegnamenti ricevuti possono essere pessimi amplificatori dell’innovazione, e il ruolo importantissimo dei Middle Manager è quindi quello di veicolare correttamente l’innovazione, diffondendo entusiasmo e non timore nei confronti del cambiamento. Anche la più grande rivoluzione può essere frenata da chiacchiere negative alla macchinetta del caffè.
  • Le skill, molto soft, e i valori del Middle Manager: abbiamo detto che sono figure difficili da ingaggiare perchè possiedono competenze sempre più specifiche, hanno chiaro quello che desiderano, e sono un ibrido non semplice da comprendere per chi ha qualche anno in più. I Millennials, tutti coloro che nel 2021 hanno tra i 25 e i 40 anni, sono una generazione con un piede nell’analogico e uno nel digitale (forse solo qualche dito nell’analogico per quanto riguarda gli under 30); sono cresciuti in un’era e sono diventati adulti in un’altra; hanno fatto lo stage inviando fax e oggi gestiscono progetti interamente in cloud. Queste esperienze li hanno portati ad essere da un lato molto flessibili e dall’altro molto esigenti. Flessibili proprio grazie alle evoluzioni che hanno vissuto sulla propria pelle, ed esigenti perché consci della necessità di essere sempre un passo avanti per non trovarsi due passi indietro in un battito di ciglia. Cosa c’entra tutto ciò con l’Headhunter? Ingaggiare il Middle Manager corretto per ogni azienda è un’impresa molto più ardua che in passato, e il focus più che sulle competenze è sulle soft skill e sui valori. Se le soft skill dei manager è un tema di cui si parla già da tempo, l’aspetto valoriale è una novità di questi anni. Hanno cominciato le grandi aziende multinazionali facendosi portavoce di cause sociali (si pensi a Patagonia e le tematiche ambientali) e poi tutte le aziende, anche quelle familiari, sono state contagiate dalla necessità di sposare dei valori e delle missioni in cui i dipendenti possano riconoscersi. E questo aspetto è diventato una leva chiave nelle scelte dei candidati, che dimostrano di preferire nettamente le aziende di cui condividono le ideologie, rimanendo più fedeli nel tempo. L’Headhunter di oggi si destreggia abilmente su questo scenario.

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4. Anche l’Headhunter è G-Local

Così come nel food e nel retail è apprezzato l’essere allo stesso tempo globalizzati e attenti alle dinamiche locali, così anche l’Headhunter è in grado di alzare la testa e avere una visione sempre aggiornata del mondo del business senza perdere il focus sulla Industry di cui è esperto. Se può sembrare semplice, è facile capire come in realtà non lo sia per niente in un mondo del lavoro in cui di sei mesi in sei mesi nascono nuove professioni e bisogna stare al passo senza perdere la bussola. L’Headhunter è quindi una finestra sul mondo per le aziende, guida sempre aggiornata e con cui il confronto è sempre utile.

 

5. Digital to be more human

Un ultimo punto da notare, che collega quanto detto finora, è il rapporto tra tecnologia e relazione umana che l’Headhunter sa tenere in perfetto equilibrio. Come accennato sopra, è importante non lasciare alla tecnologia lo spazio in cui l’apporto umano è fondamentale. E’ sempre l‘uomo che comanda la macchina e le fa svolgere tutte quelle mansioni ripetitive e a scarso valore aggiunto che gli sottraggono tempo prezioso. In questo modo l’Headhunter può dedicare molto più tempo a ciò che fa davvero la differenza: la relazione con aziende e candidati.

 

Ecco che quindi è chiaro come si sia sviluppato questo mutamento che ha portato l’Headhunter ad essere una figura così richiesta e apprezzata dalle aziende con cui stringe una partnership, un’alleanza, più che un rapporto cliente/fornitore.

Una delle conseguenze di ciò è che sempre più giovani si avvicinano a questa professione e cercano percorsi formativi in grado di dar loro le competenze necessarie.

Qui in Reverse abbiamo declinato dei valori aziendali che riteniamo debbano essere propri di ogni Headhunter e presenti nel suo quotidiano, e non solo belle frasi affisse in bacheca (anche perchè siamo un’azienda 100% paperless quindi non usiamo carta):

  • We embrace technology and innovation with passion and curiosity
  • We want to achieve the wow effect on a daily basis, both internally and externally
  • We are a team of fair professionals who all welcome challenges with positivity
  • We believe that we obtain our results when we give up all our excuses
  • We believe in profit created by happy people

 

Questa per noi è un’ottima base per essere un buon Headhunter.

 



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Topics: Head Hunting

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